Tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito

 

Coloro che segnalano situazioni di illecito debbono godere di apposite tutele, anche al fine di non scoraggiare comportamenti tesi a far emergere fenomeni devianti dalla condotta normativamente prescritta: la disciplina normativa di riferimento è volta a proteggere il dipendente che, per via della propria segnalazione, rischi di vedere compromesse le proprie condizioni di lavoro

 

La determinazione dell'ANAC, n. 6, del 28 aprile 2015, propone al riguardo un apposito schema della procedura per la gestione delle segnalazioni di condotte illecite all'interno di ogni Amministrazione, fermo restando la possibilità offerta dalle recenti modifiche normative  per il soggetto interessato di effettuare la segnalazione non solo alla propria amministrazione di appartenenza ma anche all'A.N.A.C..

 

Alcune indicazioni preliminari

a) la segnalazione non deve essere anonima, di conseguenza deve contenere i dati identificativi del dichiarante, come risultanti da documento di identità in corso di validità. In ogni caso, qualora dovessero pervenire segnalazioni anonime adeguatamente circostanziate e rese con dovizia di particolari, il RPCT dovrà valutare attraverso apposita istruttoria (i cui esiti saranno contenuti in una nota da protocollare gli atti dell'Ateneo) se vi siano i riscontri per far emergere fatti corruttivi da segnalare all'Autorità Giudiziaria competente e all'A.N.A.C.;

b) la segnalazione del soggetto riguarda le "condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro", intendendosi con esse non solo i delitti contro la pubblica amministrazione, di cui al Titolo II, Capo I, del codice penale ma anche le condotte che possono rappresentare un mal funzionamento dell'amministrazione a causa dell'uso a fini privati delle funzioni attribuite;

c) la segnalazione deve essere il più possibile circostanziata e deve contenere il maggior numero di elementi al fine di consentire al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) di effettuare le dovute verifiche istruttorie.

d) la tutela non trova applicazione nei casi in cui la segnalazione riporti informazioni false rese con dolo o con colpa, trovando un limite nei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione o per lo stesso titolo ai sensi dell'art. 2043 del codice civile.

 

Procedura

Il segnalante invia al RPCT una segnalazione compilando il modulo allegato, inserendolo in doppia busta chiusa indirizzata all'Ufficio protocollo di Ateneo, che provvederà a trasmetterla al RPCT, oppure inviandolo via posta elettronica al RPCT all'indirizzo rpct@univda.it, esclusivamente accessibile dal RPCT.

Resta fermo che la segnalazione potrà essere presentata anche con dichiarazione diversa da quella prevista nel modulo, purché contenente gli elementi essenziali indicati in quest'ultimo.

 

Il RPCT prende in carico la segnalazione per una prima sommaria istruttoria.

Se indispensabile, richiede chiarimenti al segnalante e/o a eventuali altri soggetti coinvolti nella segnalazione, con l'adozione delle necessarie cautele.

Sulla base di una valutazione dei fatti oggetto della segnalazione, il RPCT può decidere, in caso di evidente e manifesta infondatezza, di archiviare la segnalazione, con una apposita nota inviata agli atti di Ateneo. In caso contrario, valuta a chi inoltrare la segnalazione in relazione ai profili di illiceità riscontrati tra i seguenti soggetti: Ufficio Procedimenti Disciplinari; Autorità giudiziaria; Corte dei conti; ANAC; Dipartimento della funzione pubblica.

La valutazione del Responsabile della prevenzione della corruzione dovrà concludersi entro il termine di 30 giorni.

I dati e i documenti oggetto della segnalazione vengono conservati a norma di legge.

 

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